Luisa Gretter Adamoli - Tre punti di rosso

  • 2014 - Curcu & Genovese

Il romanzo ricostruisce la vita di Alfonsina Gonzaga Madruzzo, vissuta tra la fine del XVI e la prima metà del XVII secolo: epoca storica contrassegnata da fasti, ma anche da intrighi politici, guerre di religione e pestilenze.

Dalla sua Novellara, città dove era nata e governata per secoli dalla sua potente famiglia, Alfonsina fu inviata ancora bambina nel convento di S.Marta a Milano, ove ricevette un'educazione e un'istruzione all'altezza del suo rango, secondo i dettami istituiti da S.Carlo Borromeo, di cui era lontana parente.

Poco più che ventenne Alfonsina Gonzaga Madruzzo venne data in sposa a Gianangelo Gaudenzio Madruzzo, uno dei personaggi più in vista del Tirolo, capitano della Rocca di Riva del Garda, e legato da grande amicizia al duca di Mantova, Vincenzo I Gonzaga. Alfonsina lasciò così la pianura per affrontare il viaggio verso il grande lago con un marito del tutto sconosciuto.

A Riva si trovò a trascorrere un'esistenza di agi, di affetti e di ricchezza ma anche segnata da lutti, frustrazione profonda e impegni gravosi. Nonostante tutto, tra numerosi cambiamenti e colpi di scena, da ragazza timida ed esitante, Alfonsina diventò signora di potere, amata e rispettata. Fu l'unica donna "committente" mai ritratta da un pittore (in questo caso Martino Teofilo Polacco) in una chiesa che, dopo la morte del marito, l'aveva vista partecipe della sua costruzione, in una cornice d'arte di sorprendente bellezza: l'Inviolata. Tutto ciò in un territorio, quello del principato vescovile di Trento, governato dagli ultimi eredi di una dinastia legata a doppio filo sia all'impero sia al papato della Controriforma, in uno scenario di vaste dimensioni come quello del Sacro Romano Impero.

Scheda del libro sul Catalogo Bibliografico Trentino