Orso (Chicago, USA) in concerto

Musica

Progetto creato da Phil Spirito, già mente dei REX, band slowcore statunitense, affronta come pochi altri grandi cantautori storie che diventano ossessioni e condanne, alla maniera di Tom Waits e di pochi grandi altri sperimentatori di voce, suono e poesia. Alla seconda fatica dopo l’omonimo esordio ed il secondo album Long time by si è guadagnato consensi pressoché unanimi in ogni ambiente della musica altra. La perfetta miscela di bluegrass, oldtime, elettronica e "musica da carnevale" lo avvicinano fortemente al Tom Waits di Black Rider di cui Spirito è un grande ammiratore...
La scelta del gruppo di Phil Spirito che l’Associazione Dissonanze Armoniche propone, riprende e continua la proposta aperta col concerto degli statunitensi CALIFONE per far conoscere le nuove tendenze della musica altra americana che riprende la tradizione e la rinnova.
Così anche nell’album su cui poggia questa tournee si alternano sperimentalismi, desolazioni e fugaci riappacificazioni di anima e sensi che però sembrano solo coprire lati di mistero così ampi da apparire inconoscibili. La musica di Bubbole Lady che conclude l’album, soffusa atmosfera balcanica, segna quello che forse è uno dei pochi momenti di quiete dell’ORSO che si appoggia ad un albero..
"Un orso stanco sta seduto contro il tronco di un albero, e aspetta senz’averne la forza quelle api che gli si avvicinano, lente. L’aria, tutt’attorno, ha il colore di questo disco, della musica che lo pervade. E’ un arancione che somiglia così tanto al rosso: ci racconta tra campane, un Natale triste, pompieri, nebbie e la memoria di un circo sepolto dal tempo".

La rivista MUCCHIO SELVAGGIO ha posto l’ultimo album di questo gruppo nella rubrica "Time has told me" al pari di nomi come Paolo Conte, Bob Dylan, Jeff Buckley, Nick Cave, ed altri.. (MUCCHIO SELVAGGIO, n. 449, luglio 2001):
«La musica degli Orso di Phil Spirito affonda le sue radici nel folk - non a caso gli strumenti che non smettono mai di suonare lungo tutte le tracce dell’album sono un banjo, una chitarra sottile, una viola e un nostalgico pump.organ. Lì attorno, però, viaggiano echi e rumori che decompongono quel folk, facendolo a brandelli, per poi ricostruirlo come in un corteggiamento che comincia da lontano. Con follia, coraggio, e un senso di poesia profonda. Così, in Three Chimneys (era un bel sogno, mi ricordo di aver sentito il mio corpo volteggiare da un luogo all’altro), la voce s’incunea nella selva così fitta dei suoni senza volerne essere in alcun modo protagonista, poggiata a un ritmo provvisorio. Voci incerte, interazioni continue e percussioni insistenti, poi tutto rallenta, tra quegli "occhi neri in vendita" e una maglietta cubana lì per caso. È Ramndom Butter che comincia a svelare il meccanismo di un viaggio, la chitarra è in primo piano e si muove per due voci legate e vicine tra loro, con il tono di chi racconta una storia senza crederci: "sono qui, bloccato in questa stanza, ma il tuo sguardo non m’incanterà come una volta" - comincia così una sarabanda caotica di voci e immagini, come lampi di luce in una stanza. Contrabbandieri, galli che combattono in una fabbrica di spezie, piatti messicani e stivali clandestini, fino a una prigione sul fiume dove l’aria ancora ricorda tragedie, e nella sua testa "..sono rimasti ancora tre denti marroni"
Il lato oscuro della vita non smette mai di affiorare, in ognuna di queste canzoni di visioni voci e musica, anche quando, come in Farmer was a paranoid man le allucinazioni sono frutto solamente di un organo, con melodica e archi che si inventano un lento sottofondo di paure..» (MUCCHIO SELVAGGIO, n. 449, p. 44).

FORMAZIONE
Phil-banjo and tenor guitar
Julie Liu-Viola
Carlo Cennamo-saxaphone
Griffin Rodriguez-standup bass


organizzazione: Associazione Dissonanze Armoniche

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