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Domani al MUSE tra arte e scienza, al Mart su giustizia e diritti
Vuoto
Rovereto | 3 – 12 settembre 2025
Cambio di programma per domani al MUSE di Trento: Deaconescu in programma alle 18 e alle 20.30, non più alle 6 del mattino. A Rovereto invece arriva Simone Manetti per la proiezione del suo fil Giulio Regeni. Tutto il male del mondo.
Ieri, domenica 7 settembre, il Festival è tornato al Mart con Studi per M di Stefania Tansini, presentato in doppia replica alle 18 e alle 19.30. Interpretata dalla stessa Tansini insieme ad Alice Raffaelli, la performance ha proposto una ricerca sul corpo, sul gesto e sulla trasformazione, attraversando tre sale del museo in un percorso immersivo accompagnato dalla drammaturgia sonora di Enrico Malatesta.
In serata, nell’arena teatrale di Progetto Manifattura, ha debuttato in prima assoluta Symphony #2 “true and eternal bliss!” + Dies Irae di Gloria Dorliguzzo. Lo spettacolo ha proseguito il percorso di comunità avviato dalla coreografa con le donne del territorio e ha reso omaggio alla compositrice sovietica Galina Ustvolskaya, con l’esecuzione dal vivo dell’Orchestra Filarmonica di Rovereto. Unendo due opere della musicista in un unico concerto performativo, il lavoro ha esplorato il rapporto tra corpo, suono e dimensione collettiva. La serata si è chiusa in un clima di grande partecipazione e con molto entusiasmo da parte del pubblico per la performance di Gloria Dorliguzzo.
OGGI, 8 SETTEMBRE
Oggi, martedì 8 settembre alle 18, torna la rassegna Linguaggi con un nuovo appuntamento alle 18, presso la Sala conferenze del Mart. La scrittrice Nicoletta Verna dialogherà con Giuseppe Ferrandi, direttore Fondazione Museo storico del Trentino, nell’incontro Quando scegliere il presente significò costruire il futuro, dedicato al passaggio tra Resistenza e nascita della Repubblica. Attraverso i libri, l’incontro offrirà una riflessione su come, nel pieno degli eventi, si scelga da che parte stare, tra urgenza, dubbi e responsabilità.
Alle 20.30 il Teatro Zandonai ospiterà Replica di Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, con Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Lo spettacolo nasce dall’incontro tra due coppie di autori-interpreti appartenenti a generazioni diverse e dà vita a un dispositivo di scambio e attraversamenti reciproci. Tra impulsi animaleschi, gesti rituali e momenti di quotidianità, il corpo si espone allo sguardo dell’altro in una dimensione sospesa tra identità e rappresentazione. Accompagnato dalla partitura sonora del compositore croato Hrvoje Nikšić, Replica intreccia vita e arte, memoria e presente, in un dialogo tra due protagonisti della danza d’autore italiana e due tra le voci più significative della scena contemporanea europea.
IL PROGRAMMA DI DOMANI 9 SETTEMBRE
Mercoledì 9 settembre la giornata del Festival si articola tra arte, scienza, tradizioni e si rifletterà su giustizia e diritti umani.
Un cambio di orario caratterizza gli appuntamenti al Muse: non più alle 6 del mattino ma alle 18, e poi alle 20.30, la coreografa Simona Deaconescu presenterà in prima nazionale The Choreography of Water al MUSE di Trento, realizzato insieme all’ artista berlinese, Ioana Vreme Moser, autrice delle straordinarie sculture di scena e Simina Oprescu, artista ed esperta di acusmatica e sonificazione dei dati, che ha curato l’ambiente sonoro immersivo.
La performance è una convergenza singolare tra arte e scienza che invita con magica concatenazione di saperi alla riflessione e che il Museo delle scienze di Trento ospita nel Big Void, nell’ambito del progetto europeo dedicato al tema della tutela delle risorse idriche S+T+ARTS AQUA MOTION. Dentro un sistema futuristico di sculture trasparenti in vetro e tubi, dall’aspetto tanto organico quanto meccanico, circola costantemente l’acqua. Tre danzatrici, a turno o insieme, dentro e intorno a questo sistema, si muovono con liquidità, si armonizzano con il sistema/ambiente diventandone anche attivatrici.A volte è il flusso a governare i corpi, a volte sono i corpi ad attivare il flusso e insieme al flusso, tra un blocco e uno snodo, anche il suono. Invisibili tensioni idrauliche diventano così un’architettura sonora risonante. Lo spettatore non potrà esimersi dal pensare al proprio corpo, immaginando lo scorrere del sangue o della propria linfa in relazione al sistema-pianeta, al macro del cosmo costituito da un identico sistema di vasi comunicanti dove anche il più piccolo intoppo o nodo diviene causa di scompenso o distruzione.
La giornata continua alle 16, presso l’Urban Center con il Laboratorio di danze tradizionali del centro sud Italia – i cui posti sono già terminati – tenuto da Andrea De Siena e Teatro del Mediterraneo. Le partecipanti e i partecipanti sperimenteranno le diverse forme espressive delle danze tradizionali del Centro e Sud Italia, per individuare elementi comuni legati al patrimonio della tarantella. Dalle danze del Gargano fino ai salterelli del Centro Italia, dai suoni per il ballo nella Calabria meridionale alle danze sul tamburo in Campania, il laboratorio mette in relazione le diverse tradizioni fino a far emergere un punto di incontro.
Alle 18, seguirà il laboratorio, lo spettacolo Ronda degli stessi Andrea De Siena e Teatro del Mediterraneo, in piazza Urban City. La ronda è un cerchio di persone, uno spazio ritmico da condividere. Al centro si entra, si esce, si danza; intorno la comunità sostiene e accompagna. Radicata nella tradizione della pizzica, la tarantella della Puglia centro-meridionale, la ronda diventa un’esperienza collettiva aperta, capace di coinvolgere il pubblico in un gesto di relazione, energia e partecipazione.
Il Festival si sposta al Mart alle ore 19. Le allieve e gli allievi del Summer Lab di quest’anno presenteranno Immaginato: il risultato finale del workshop tenuto dalla coreografa e danzatrice Claudia Catarzi.
Alle 20.30, la giornata si conclude presso la Sala conferenze del museo che ospiterà il quinto incontro della rassegna Linguaggi con la proiezione di Giulio Regeni. Tutto il male del mondo del regista Simone Manetti. Il documentario ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture, l’omicidio di Giulio Regeni, raccontate per la prima volta dai suoi genitori Claudio Regeni e Paola Deffendi e dall’avvocata Alessandra Ballerini. Una ricerca che attraversa anni di silenzi e ostacoli, ma anche di grande coraggio, in cui cercare la verità è diventato un atto di presenza continua. Prima della proiezione un intervento del regista in dialogo con Katia Malatesta.
08/09/2026