Aghi e siringhe, la sclerosi detta con l'arte
"La Trama del Tempo. Vivere, curare, raccontare" è visitabile fino alla fine di luglio
È stata inaugurata il 17 giugno a Palazzo Trentini La Trama del Tempo. Vivere, curare, raccontare, mostra personale di Fabio Roncato (Cles, 1978), visitabile fino alla fine di luglio.
L'esposizione nasce dall'esperienza personale dell'artista come malato di sclerosi multipla, ma supera la dimensione autobiografica per assumere un significato collettivo. Strumenti della terapia come siringhe, aghi, compresse e altri materiali legati alla cura – e conservati dall’autore - vengono sottratti alla loro funzione originaria e trasformati in opere che raccontano il tempo vissuto, la resilienza quotidiana e il percorso di costruzione di una nuova identità.
Il percorso espositivo si articola in sei opere – L'analisi, La tensione, Il supporto, La sacralità, L'etica della cura e L'essenza – accompagnando il visitatore in una riflessione sul rapporto tra corpo, malattia e speranza. Ciò che normalmente è associato alla sofferenza e alla dimensione clinica diventa linguaggio artistico, memoria e simbolo, offrendo uno sguardo nuovo sulla dignità della persona e sulla capacità di attribuire significato anche alle esperienze più difficili.
Ad aprire l'inaugurazione sono stati i saluti istituzionali del presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Claudio Soini, che ha sottolineato il valore culturale e civile dell'iniziativa.
«Sono profondamente colpito da questa esposizione. Trasformare in arte i materiali utilizzati nel proprio percorso di cura significa dare forma a un messaggio di straordinaria forza e umanità. Palazzo Trentini vuole essere sempre più un luogo aperto alla cultura, all'arte e alla bellezza, capace di favorire incontri e relazioni. In questo percorso l'arte mostra la sua funzione più alta: aiutarci a guardare con occhi diversi ciò che spesso resta nascosto, fragile o difficile da raccontare».
Paola Demagri, membro dell’Ufficio di Presidenza consiliare, ha raccontato di aver dato l’input iniziale per l’esposizione, convinta dell'importanza per un consigliere provinciale di promuovere e valorizzare le buone pratiche sociali accanto all'impegno politico nelle istituzioni. Orgoglioso di questa intrapresa artistica che parte dalla sua terra è poi stato il presidente della Comunità della Val di Non, Martin Slaifer Ziller.
Nel corso dell'inaugurazione la neurologa dell'Azienda sanitaria trentina, Federica Boso, ha offerto una riflessione sul significato della cura e sulla rilevantissima evoluzione delle terapie per la sclerosi multipla negli ultimi anni.
«La diagnosi – ha detto - rappresenta per i pazienti, spesso giovani, un momento di sospensione, che mette in pausa progetti e prospettive di vita. Oggi, però, possiamo contare su diagnosi sempre più rapide e su terapie molto più efficaci rispetto al passato: intervenire precocemente significa guadagnare tempo e qualità di vita. Restano sintomi invisibili come la fatica e i disturbi cognitivi, aspetti che l'arte riesce spesso a raccontare meglio di qualsiasi dato clinico, rendendo visibile ciò che normalmente non si vede».
Ha voluto esserci anche l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla. La presidente della sezione provinciale di Trento, Elena Dellaidotti, ha portato la propria testimonianza personale.
«Convivo con questa malattia autoimmune da tredici anni. È una patologia che spesso presenta sintomi invisibili, ma questo non significa rinunciare a una vita piena e significativa. In Trentino sono oltre mille le persone che convivono con questa malattia e Aism è al loro fianco ogni giorno, offrendo sostegno alle persone e alle famiglie. Anche dalle difficoltà possono nascere nuove opportunità, proprio come dimostra il percorso artistico di Fabio Roncato».
Michela Santorum, componente del Consiglio direttivo provinciale Aism, ha ricordato il ruolo dell'associazione nel promuovere ricerca, diritti e inclusione.
«Da oltre sessant'anni l’associazione lavora per mettere la persona al centro, sostenendo la ricerca scientifica, contrastando l'isolamento e promuovendo la piena partecipazione sociale delle persone con sclerosi multipla. Sensibilizzare la comunità significa costruire consapevolezza e rendere il territorio sempre più inclusivo».
Particolarmente significativa infine la testimonianza dell'artista stesso. Fabio Roncato, la cui ricerca ha preso avvio dalla volontà di conservare tracce concrete dell'esperienza terapeutica, ha poi deciso di trasformarle in una narrazione condivisa.
«Questo progetto nasce come un'esigenza personale, quasi un diario della malattia, ma nel tempo è diventato anche un messaggio rivolto a chi riceve una nuova diagnosi. Ho sentito il bisogno di conservare e trasformare quegli oggetti che hanno accompagnato il mio percorso. Oggi vorrei continuare a raccontare questa storia, perché è diventata parte del diario della mia vita. Le mie opere sono firmate con l'acronimo 'Ronfab': all'inizio era anche una forma di pudore e di vergogna, che l'arte mi ha aiutato a superare completamente».
La mostra sarà visitabile tutti i giorni dal 19 giugno fino alla fine di luglio nell'atrio di Palazzo Trentini, con orario 10.00-18.00.
22/06/2026