La chiesa di San Silvestro nel Lomaso

Un'opportunità unica per incontrare questo luogo e i ricercatori impegnati negli scavi 

Da tre settimane archeologi e ricercatori, già negli anni scorsi impegnati nel sito di monte san Martino nel Lomaso, stanno indagando presso la chiesa di San Silvestro, su un ampio terrazzo tra le campagne al piede del monte. Ad alternarsi sul posto una decina di studenti e di ricercatori provenienti dalle Università tedesche di Friburgo, Berlino, Jena e Bamberga coinvolti dalla Commissione archeologica della Bayerische Akademie der Wissenschaften (l'Accademia Bavarese delle scienze), il prestigioso Ente di ricerca partecipe con la Soprintendenza per i beni culturali e il Comune di Comano Terme di un pluriennale progetto di ricerca storico-archeologica con tema il tardo antico e l'altomedioevo di questo territorio.

Nei prossimi due fine settimana – venerdì 2 settembre e venerdì 9 settembre alle ore 17 - è organizzato un momento di informazione pubblica, condiviso con la comunità e la popolazione e i loro ospiti. Gli archeologi presenteranno sul posto i primi dati del loro lavoro e si aggiungerà l'apertura straordinaria della chiesa di San Silvestro, ricostruita nel 1498 e decorata nei primi anni del Cinquecento mentre sulle pareti esterne si vedono, reimpiegati come pietre da costruzione, vari frammenti scultorei di un edificio forse precedente, in uso nel IX secolo. Si tratta di un'opportunità unica per incontrare questo luogo ed i ricercatori impegnati negli scavi e conoscere la storia e le origini di questo particolare luogo.

La chiesa di San Silvestro, isolata sulle terre coltivate che fiancheggiano la strada che da Vigo Lomaso sale verso Castel Spine e Lundo, esiste documentata non prima del Trecento e deve la sua forma di semplice e quasi anonimo edificio a capanna a lavori della fine del Quattrocento, ultimati e datati in epigrafe sull'architrave che protegge il varco del portale d'ingresso.

Non sempre così però è stato; la zona in cui la chiesa si trova – oggi interamente disabitata e priva di edifici – un tempo è stata luogo di un rilevante nucleo rurale di natura e conduzione padronale, da cui l'origine dell’edificio di culto stesso posto nell'ambito della proprietà, secondo schemi molto praticati dal mondo tardo antico, all'alba dei primi fenomeni e delle prime forme di cristianizzazione delle regioni rurali, sull'onda di iniziative personali di aristocrazie fondiarie e di vescovi cittadini, che assieme creano i presupposti di quello che nei secoli successivi sarà la rete diocesana di cura d’anima.

Tutto questo come premessa al medioevo, che trova centro e propulsione ordinaria di culto e assistenza spirituale nella pieve di San Lorenzo, eretta tra seconda metà del XII secolo e i primi decenni del Duecento a poche centinaia di metri in linea d'aria dalla zona di San Silvestro, tra il fondovalle e il pendio con uno straordinario programma d'insieme composto di un'ampia chiesa a tre navate, di uno straordinario battistero poligonale (un unicum per l’intera regione centro alpina) e di una domus d'abitazione riservata a presbiteri e chierici, che in questo stesso periodo qui vivono in comunità governati da un arciprete e incaricati di assistere le molte, piccole comunità che già in questo periodo compongono il vasto distretto parrocchiale del Lomaso, con le tante cappelle e oratori funzionati dall'altomedioevo.

Tempo di origine probabile anche della chiesa di San Silvestro, modificata e ampliata nel corso di tanti secoli di vita e ancora nella metà del Novecento, con alcune radicali interventi sugli assetti interni e sopratutto esterni. Parte, la seconda dove – tra ampie distruzioni del passato – stanno emergendo le sopravvivenze di apparati scultorei di arredo liturgico demolito e quindi disperso sui piani attorno alla chiesa. Precedenti sono i resti di alcune tombe a cassa, di significato e prestigio con riferimento alla memoria di chi qui è stato sepolto dentro spazi e sedimi già chiusi e protetti da strutture murarie, forse di fabbricati e opere edilizie di età romana e tardoromana.

Dati preliminari della ricerca che – raccogliendo le istanze della popolazione - si è ritenuto importante condividere, presentandoli direttamente sul posto assieme al lavoro di scavo archeologico in corso, che proseguirà nelle prossime due settimane. In via eccezionale sarà anche aperta la chiesa di San Silvestro, solitamente chiusa. Un'iniziativa possibile per la liberalità accordata all'accesso dalla Parrocchia di San Lorenzo con il parroco don Fortunato e il supporto accordato al’iniziativa dal Comune di Comano Terme, dalla Soprintendenza per i beni culturali e dall'Ufficio beni archeologici – che a fine luglio hanno provveduto ad allestire il cantiere che ha accolto la ricerca – e di tutti gli operatori che in questo momento qui stanno lavorando. Tutto questo dentro la cornice delle attività e delle iniziative di comunicazione partecipata previste dagli accordi stabiliti da una convenzione che stabilisce e sostiene questa ricerca internazionale, rinnovata nella primavera scorsa tra la Provincia autonoma di Trento - con l'Assessore alla Cultura Tiziano Mellarini e il Dirigente Franco Marzatico, dal Comune di Comano con il Sindaco Fabio Zambotti.

Con un particolare e appropriato titolo - “A San Silvestro d'estate” - ingresso e visita sono liberi e aperti alla partecipazione di tutti gli interessati. A promuovere sono la Biblioteca di Valle delle Giudicarie esteriori e l'Ecomuseo della Judicaria, la Soprintendenza per i beni culturali e la Commissione archeologica della Bayerische Akademie. La guida alla chiesa è curata da Gabriella Maines. 

per approfondire

Enrico Cavada - Soprintendenza per i beni culturali

31/08/2016