Opening della 46° edizione di Oriente Occidente
400 persone in danza su Corso Bettini
46° ORIENTE OCCIDENTE
Vuoto
Rovereto | 3 – 12 settembre 2025
Circa 400 persone hanno riempito Corso Bettini unendosi alla danza di Kader Attou e la sua Cie Accrorap per l’opening del 46° Oriente Occidente Dance Festival. Oggi è il giorno del grande ritorno di May B a Rovereto, in un teatro Zandonai già sold out. Intanto il nuovo spazio performativo a Progetto Manifattura è pronto ad accogliere la compagnia di Marco da Silva Ferreira, in calendario per domani sera alle 20.30. Per Linguaggi oggi il collettivo CHEAP, domani invece l’incontro con Micaela Frulli è stato purtroppo cancellato per urgenti ragioni personali dell’ospite.
È stato inaugurato ieri in Corso Bettini, davanti al Teatro Zandonai il 46° Oriente Occidente Dance Festival con l’energia dell’hip hop della compagnia francese Cie Accrorap, guidata dal coreografo Kader Attou. Circa 400 persone hanno riempito il corso e hanno seguito la compagnia nella danza dopo la performance. Ad aprire il festival il Presidente di Orient Occidente e il direttore artistico Lanfranco Cis, che hanno entrambi sottolineato l’importanza per il Festival della relazione con il pubblico e con gli spazi della città. Il saluto istituzionale è stato portato da Micol Cossali, assessora alla cultura e al turismo del Comune di Rovereto.
4 SETTEMBRE
Oggi, 4 settembre, il Festival apre la giornata nelle sale del Mart, con la danzatrice Claudia Catarzi che presenta in prima assoluta La bellezza dell’imperfezione, un lavoro che si sviluppa in due momenti distinti. Dalle 17 alle 18, una durational performance, a ingresso libero e gratuito, invita il pubblico a osservare il gesto nel suo evolversi nel tempo e nello spazio. Alle 22, l’opera si trasforma in uno spettacolo itinerante che attraversa il museo, offrendo uno sguardo inedito sulle collezioni.
Sempre al Mart, prosegue la rassegna Linguaggi: alle 18, nella Sala Conferenze del museo, l’incontro Chi occupa spazi. Disobbedire con generosità vede protagonista Sara Manfredi del collettivo CHEAP, in dialogo con Sara Zanatta, per una riflessione sull’arte urbana come pratica di confronto, dissenso e partecipazione collettiva.
Alle 20.30, in programma al Teatro Zandonai - già sold out - torna invece May B di Maguy Marin, capolavoro della danza contemporanea e spettacolo simbolo della storia del Festival.
5 SETTEMBRE
Nella giornata del 5 settembre, il Festival Oriente Occidentedà appuntamento alle 11.30, e poi in seconda replica alle 18, in Piazzale Caduti sul Lavoro, dove la compagnia NoFit State Circus presenta in prima nazionale Bamboo. Un lavoro tra danza e circo, in cui i performer con lunghi bastoni di bambù costruiscono strutture che crescono fino a sei metri. Si sale, si salta, si cade. Le forme si trasformano in una foresta in movimento, tra forza e leggerezza: solo corpi e bambù, per rivelare che la fragilità è forse ciò che rende umana la vita. Il vuoto diventa un campo da gioco dove il circo è un lampo improvviso che, pur passando, resta.
Al Mart, domani, sarà ancora possibile vedere in seconda replica il lavoro La bellezza dell’imperfezione di Claudia Catarzi, in entrambe le sue versioni: alle 16 inizia la durational performance che alle 18 diventa spettacolo itinerante tra le opere.
Alle 20.30 chiude la giornata del 5 settembre, la prima nazionale F*cking Future di Marco da Silva Ferreira che verrà presentato in una vera propria e propria arena teatrale con il pubblico su quattro lati, nei nuovi spazi produttivi di Progetto Manifattura.
Al centro di questa arena, il collettivo di performer marcia, si stringe, si disfa. Sul ritmo battente dell’elettronica firmata Rui Lima e Sergio Martins, otto danzatori, tra cui lo stesso Ferreira, vivono sospesi tra obbedienza ed emancipazione attraversando lo spazio in varie direzioni prima con movimenti lenti, poi ripetitivi e meccanici, combinati con ondulazioni del busto e dei fianchi. In uno spazio svuotato ma avvolto nel fumo e tagliato da raggi laser da discoteca-concerto rock, il gruppo si sposta compatto come un plotone di soldati. I rari tentativi di fuoriuscita di alcuni membri sfociano sempre in un riassorbimento. Travolgente e ipnotico, F*cking Future mostra una impeccabile solidità formale dentro la quale tensione fisica e resistenza diventano manifesto per un auspicato cambiamento.
Tra le voci più interessanti della danza contemporanea europea, il coreografo portoghese Marco da Silva Ferreira (1986) ha conquistato pubblico e critica proprio con lavori che trasformano il conflitto in energia scenica collettiva. Autodidatta, con un passato da nuotatore semiprofessionista e fisioterapista, Ferreira sviluppa una poetica fondata sulla resistenza fisica e sulla tensione tra opposti, intrecciando danza urbana, culture underground e tradizioni popolari portoghesi.
Biglietti ancora disponibili dal sito orienteoccidente.it. La biglietteria del Festival è aperta in Corso Rosmini 58 negli spazi di Urban Center ogni giorno dalle 17 alle 20. Gli eventi di Oriente Occidente sono accessibili a persone con mobilità ridotta, a persone sorde con traduzioni in LIS. Sono inoltre disponibili strumenti di accesso a persone con disabilità cognitiva e i luoghi di spettacolo hanno spazi di decompressione sensoriale.
Infine, purtroppo l'incontro del ciclo Linguaggi Quando il potere non risponde alla legge con Micaela Frulli, previsto per domani sabato 5 settembre alle ore 11.00 nella Sala Conferenze del Mart, è stato annullato per urgenti ragioni personali della relatrice. Oriente Occidente e OBC Transeuropa - Osservatorio Balcani Caucaso esprimono il loro rammarico e si scusano con il pubblico per il disagio.
08/09/2026