Alla scoperta di un nuovo sito paleolitico sul Monte Baldo - EVENTO ANNULLATO
due visite guidate con il MUSE
Le ricercatrici e i ricercatori del MUSE hanno dato avvio nei mesi scorsi all’indagine di un nuovo contesto archeologico trentino che, grazie all’ottima preservazione, sarà al centro delle ricerche del museo per i prossimi anni. Sabato 4 ottobre sarà possibile visitare il Riparo Prà da Stua e scoprire alcuni dei ritrovamenti effettuati in estate grazie a due visite guidate organizzate dal MUSE in collaborazione con l’Università di Trento e i Comuni di Avio e Brentonico.
Il Monte Baldo rappresenta da sempre un’area di particolare interesse per lo studio dell’evoluzione del paesaggio e della relazione tra comunità umane e territorio alpino. Nel corso dell'estate le ricercatrici e i ricercatori MUSE hanno avviato l’indagine di un nuovo sito preistorico, denominato Riparo Prà da Stua, situato al confine tra il comune di Brentonico e quello di Avio. Si tratta di un riparo sottoroccia già oggetto di intense investigazioni di superficie tra la fine degli anni ’80 ed inizio anni ’90 del secolo scorso a opera di Domenico Nisi e del Museo Civico di Rovereto, che ne avevano segnalato l’interesse alle autorità competenti senza però proseguire nelle attività di ricerca.
Dopo un primo intervento esplorativo nel 2024, il MUSE ha ripreso le indagini quest’estate in collaborazione con l’Università di Trento allo scopo di comprendere meglio la complessità e la rilevanza delle tracce antropiche conservate all’interno del deposito archeologico. Grazie a questa prima campagna di ricerca sono emerse testimonianze della frequentazione umana in diversi momenti della preistoria più antica, quando gruppi di cacciatori-raccoglitori abitarono ripetutamente in questo luogo costruendo accampamenti stagionali per lo sfruttamento delle ricche risorse presenti sul Baldo. Alla luce dell’ottima conservazione dei reperti (manufatti in pietra scheggiata, ossa animali e tracce di focolari), portati alla luce durante lo scavo e l’attività di lavaggio dei sedimenti svolta presso il Centro Dossioli, messo a disposizione dal Comune di Avio, MUSE e Università di Trento proseguiranno le indagini nei prossimi anni, cercando di svelare quanto più possibile sulla vita dei nostri antenati che frequentarono questi luoghi tra Paleolitico e Mesolitico.
Le prime visite guidate al riparo si terranno sabato 4 ottobre, alle 10.30 ed alle 15. Il punto di ritrovo sarà il piazzale presente dopo il piccolo ponte al bivio tra la SP208 e la SP230 (in direzione Madonna della Neve). Si raggiungerà il sito a piedi, dopo la salita di una piccola rampa; in totale la durata della visita sarà di circa 1 ora.
“Il sito di Riparo Prà da Stua – afferma Rossella Duches, archeologa MUSE e coordinatrice dello scavo – rappresenta un contesto di estremo interesse per la ricostruzione della vita dei nostri antenati paleolitici. Questa prima campagna di scavo ci ha già permesso di comprendere come i cacciatori-raccoglitori tornarono più volte a occupare stagionalmente questo riparo, scheggiando la selce presente nelle formazioni rocciose del Baldo e cacciando animali appartenenti a diversi tipi di ambienti, dalla prateria d’alta quota alle foreste che occupavano versanti e pianori a quote inferiori. A breve manderemo dei campioni a un laboratorio per conoscere l’età esatta di queste frequentazioni umane e aggiungere un nuovo tassello alla storia del Monte Baldo, territorio che non smette mai di rivelare informazioni sul nostro passato e il rapporto mutevole ma inscindibile tra umanità e territorio alpino”.
“Prà da Stua – aggiunge Diego Angelucci dell’Università di Trento – è un sito di grande potenzialità, il cui studio permetterà di chiarire come gli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori dell’area prealpina hanno reagito di fronte alle trasformazioni dell’ambiente occorse circa 12.000 anni fa. E, in generale, aiuterà anche a comprendere come noi umani possiamo far fronte ai cambiamenti climatici e ambientali”.
Partecipazione libera