Concerto per uno sconosciuto | di Dimore Creative
Concerto per uno sconosciuto è uno spettacolo teatrale che prende forma a partire da un’esperienza reale: un cammino di 460 km, lungo il Kungsleden, nel nord della Svezia, compiuto dal protagonista.
Un ragazzo di 26 anni che lascia tutto – lavoro, affetti, aspettative – e parte, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti, rifugi, persone che passano, che restano.
Le tappe del percorso diventano capitoli: dall’euforia iniziale al confronto con il silenzio, la fatica, la solitudine, la bellezza. Gli incontri. E alla fine, il ritorno. Non per arrendersi, ma per guardare la vita con occhi nuovi.
Una riflessione su cosa significhi partire davvero, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé. Uno spettacolo che parla del desiderio di cambiare e del bisogno di restare.
Dimore Creative
CONCERTO PER UNO SCONOSCIUTO
Uno spettacolo di e con Pietro Cerchiello
Supervisione alla drammaturgia e alla regia Tommaso Imperiali
Musiche dal vivo Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto
Produzione Dimore Creative
Con il sostegno di Scenario ETS e Teatrino dei Fondi – Residenza per artisti nei
territori, San Miniato
note di regia
Il lavoro nasce da un cammino che Pietro Cerchiello, autore e attore nello spettacolo, compie nell’estate del 2025 nel nord della Svezia: il Kungsleden. I luoghi narrati, gli incontri e gli accadimenti sono veri, o almeno, lo sono diventati nel racconto. La drammaturgia si muove in equilibrio tra autobiografia e finzione. In scena: una chitarra, una loop station, e un sassofono. Gli strumenti, suonati dal vivo, accompagnano la narrazione in una
partitura musicale che unisce elementi di sperimentazione sonora, folklore scandinavo e canzone d’autore all’interno di una sorta di concept album.
Un concerto teatrale che non vuole raccontare una storia esemplare, ma l’urgenza – a volte comica, a volte disperata – di ogni partenza. Partendo da una domanda: la felicità è un
fatto collettivo o individuale... o altro ancora?
La regia lavora sul minimo. Immagini e video e pochi elementi essenziali a richiamare i luoghi del racconto. E l’aurora boreale...