Di fronte all’orso. Il conflitto, i risvolti culturali, il pensiero ecologico.

Incontri e convegni , Presentazione libro

Il naturalista Gabriele Bertacchini presenterà il suo nuovo libro “Di fronte all’orso. Il conflitto, i risvolti culturali, il pensiero ecologico” (infinito edizioni, 2025), a Trento, presso la libreria Ubik di Corso 3 Novembre. Insieme a lui ci sarà Aaron Iemma, presidente di WWF trentino.
L’incontro sarà un modo per riflettere sul modo che abbiamo di intendere gli spazi naturali, come un bosco o un pezzo di montagna, sempre più visti in funzione di quello che ci permettono di fare e non di quello che sono.

“Viviamo in un tempo che tende a uniformare i luoghi – spiega Bertacchini. Gli ambienti naturali, troppo spesso, divengono un prolungamento delle città. Stiamo creando, se già non lo abbiamo fatto, un unico grande mondo umano dove si possono fare le stesse esperienze ovunque, in cui il luogo altro non diviene che un pretesto o uno strumento funzionale a sviluppare un’economia, ma che finisce per privare gli ambienti della propria identità, esponendoli ad un processo di corrosione culturale.
Penso a un bosco che, nelle nostre menti, non è più solo un sistema naturale in cui inserirsi modificando delle abitudini e dei modi di essere, ma uno spazio in cui traslare dei comportamenti o delle attività.
Il processo di omogenizzazione è oggi una delle principali problematiche non solo perché fagocita l’esistente, ma perché finisce per costruisce un pensiero, ed è dal pensiero che inizia un nostro atteggiamento”

L’autore si domanda quali siano gli spazi che stiamo realmente lasciando alla natura, troppo spesso confinata o rinchiusa dentro rigidi schemi che abbiamo costruito.

“Conservare la natura significa prima di tutto conservare quei processi che ne permettono una libera espressione – conclude Bertacchini. Non siamo i master di un gioco di ruolo che possono muovere le pedine di un'ideale scacchiere. Non vogliamo modificare un modello che abbiamo generato, nonostante sia lo stesso che ci ha proiettati nella attuale crisi ambientale e nonostante sia lo stesso responsabile della banalizzazione dei luoghi. Così facendo trasformiamo velocemente in fastidio quanto impone un diverso modo di porsi o quanto non permette fare quello che si ha in mente.
La realtà biologica, tuttavia, per sua stessa natura è dinamica, trasformativa e non assoggettabile a quei piani lineari e meccanicistici propri della nostra società che le vorremmo imporre ".

Costi

Ingresso gratuito