Donne con la valigia

Incontri e convegni , Presentazione libro

L’appuntamento è fissato per il giorno 3 dicembre prossimo con inizio alle ore 17:30 ,presso il Foyer – Sala inCooperazione in Via Segantini a Trento 

La realizzazione della seconda edizione del libro “Donne con la valigia” ha potuto contare sui contributi economici di enti pubblici ed associazioni, tra cui l’Associazione Donne in Cooperazione e la Commissione Provinciale Pari Opportunità.

Il nuovo volume, completato lo scorso agosto, rientra in un progetto avviato nel 2022 dalla Presidenza delle Acli del Primiero per approfondire il fenomeno dell’emigrazione femminile del secolo scorso, la cui ondata principale si è concentrata tra gli anni ’30 e ’50. Nell’edizione 2025 sono state aggiunte ulteriori testimonianze raccolte negli anni successivi.

Diverse donne e pure animatrici attive nelle strutture A.P.S.P. del Primiero e del Vanoi sono state coinvolte, mentre la cura del volume è stata affidata ad Angelo Longo (storico e antropologo), a Delia Scalet (insegnante in pensione e consigliere delle ACLI a livello provinciale e nazionale) e a Jimi Trotter per le immagini calati su ogni storia.

“Donne con la valigia” che sarà presentato il prossimo 3 dicembre, tratta il tema dell’emigrazione femminile dalle valli del Primiero, del Vanoi e del Mis negli anni ’50; un periodo in cui molte giovani donne partivano dalla montagna per andare a lavorare, principalmente come domestiche in varie città italiane ed estere.

Le storie di queste ragazze poco più che adolescenti, evidenziano come l’economia si basasse su allevamento ed un’agricoltura molto povera e faticosa sia per la presenza di terreni scoscesi, come pure per la mancanza di meccanizzazione; i raccolti non permettevano nemmeno la sopravvivenza delle famiglie e anche gli uomini emigravano in alcune stagioni dell’anno per svolgere attività di boscaiolo, minatore o muratore.

Le madri, quindi, erano costrette a curare il bestiame e i campi, oltre a seguire i bambini e i lavori domestici; le famiglie, spesso, sopravvivevano grazie all’aiuto della comunità che si presentava molto unita e solidale.

Era il periodo in cui anche nel Primiero, a San Martino di Castrozza, nel Vanoi e nel Mis iniziò il turismo; grazie alla presenza di famiglie borghesi provenienti dalle città emergevano le differenze sociali ed economiche, rispetto alle popolazioni delle valli vissute nell’isolamento che ha caratterizzato la dura vita della montagna.

Il turismo permise di collegare le valli al resto del Paese, più avanzato sul piano economico, imprenditoriale e sociale. L’incontro tra questi due mondi offrì da un lato nuove opportunità di lavoro nell’ambito dell’ospitalità, ma soprattutto nel primo periodo offrì alle ragazze l’occasione di essere conosciute e poi chiamate dagli stessi villeggianti a raggiungere le città italiane e talvolta anche quelle estere.

Là trovarono impieghi come domestiche o bambinaie e poterono sostenere le proprie famiglie rimaste nelle valli inviando loro gran parte del salario. 

Le testimonianze raccolte nel volume mostrano non solo la necessità economica della partenza, ma anche il desiderio profondo di realizzarsi in un ambiente completamente diverso da quello di montagna. In tutte le storie emerge la volontà di migliorare la propria condizione, ma anche di conquistare una forma di emancipazione rispetto alle madri, spesso costrette a seguire rigidamente le logiche familiari patriarcali, dominate dalla figura e dall’autorità del “maschio”.

Le storie raccontate dalle ragazze degli anni ’50 non hanno sempre un lieto fine: per raggiungere un cambiamento reale, era necessario affrontare sacrifici enormi, spesso senza ricevere alcun riconoscimento, semplicemente perché ‘donne’.

Eppure, il desiderio di un futuro migliore era più forte. La volontà di affermarsi come individui lontano dai modelli rigidi delle valli, spinse molte donne a compiere scelte autonome e a conquistare una nuova fiducia in sé stesse.

Il profondo processo di trasformazione avviato in quegli anni aprì la strada alle donne del Trentino, offrendo alle generazioni successive possibilità e libertà che fino ad allora erano impensabili.

Anche in altre valli, dove il turismo stava trasformando la società, si rafforzò la formazione e si diffuse una presenza più capillare delle ACLI, che offrivano supporto ai lavoratori con servizi di consulenza, opportunità di formazione e prospettive migliori per chi desiderava restare nei luoghi di origine.

Settanta anni ci separano da quel periodo, eppure anche nel nostro Trentino l’emancipazione femminile e la parità di genere tra uomo e donna sono lontani dall’effettivo raggiungimento. La strada da percorrere è ancora lunga.

Su questi temi è nata da tempo l’esigenza di stringere e consolidare collaborazioni con altre realtà del territorio, come con la Commissione Provinciale Pari opportunità con cui l’Associazione Donne in Cooperazione dialoga e collabora da tempo; la condivisione di esperienze, sensibilità, obiettivi e progetti consente di ampliare la visione e creare dei percorsi
comuni in grado di impattare su una rete più ampia e con molta più forza.

Una testimonianza sull’esperienza dell’immigrazione, legata a tempi recente, sarà portata da Dolores Del Carmen Monreal, originaria del Messico, già assessore comunale a Faedo nella precedente consiliatura e socia dell’APS “Donne in Cooperazione”.

Siamo convinte che la lettura del volume “Donne con la valigia” ci offrirà nuova linfa e nuova forza per proseguire questo percorso per il riconoscimento dei principi sanciti all’art. 3 e ripresi nello specifico nell’art 37 della nostra Costituzione Italiana.

A conclusione della serata è previsto un brindisi, con i prodotti del territorio, offerto dalla
Cantina Sociale di Trento.

Costi

Ingresso libero


organizzazione: Associazione Donne in Cooperazione APS, Commissione Pari Opportunità della Provincia autonoma di Trento