Tutti nello stesso piatto
Tutti nello stesso piatto. Festival Internazionale di Cinema Cibo & VideoDiversità
ore 18.30 I DISCENDENTI DEL GIAGUARO
regia Progetto della comunità indigena Sarayaku e Amnesty International
produzione Eriberto Gualinga, Mariano Machain,
David Whitbourn
paese Ecuador, Costa Rica, Regno Unito | anno 2012
lingua Quechua, Spagnolo
durata 28'
Una comunità indigena dell'Amazzonia sfida la potenza combinata del governo e una compagnia petrolifera quando questi provano a trivellare la loro terra. La comunità indigena Sarayaku è determinata a difendere i suoi diritti basilari. Una compagnia petrolifera ha occupato la sua terra ancestrale senza il consenso dei membri della comunità. ora, hanno un'opportunità unica di portare il loro caso di fronte a una corte internazionale. Il loro viaggio li porterà dall'Amazzonia al Costa Rica.
Al termine della proiezione interviene RICCARDO NOURY, portavoce di Amnesty International Italia, curatore di due blog sui diritti umani per il Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano.
**
SEGUE PROCLAMAZIONE DEI VINCITORI DEL FESTIVAL
La Giuria del Festival, composta da professionisti del mondo del cinema, dello spettacolo e della cultura, proclamerà i vincitori nelle categorie di miglior cortometraggio e miglior lungometraggio. Il pubblico voterà in sala la migliore fiction. La Giuria di Amnesty assegnerà un premio speciale alla migliore opera sui diritti Umani all'interno del Festival. Un premio speciale al miglior film sulla salvaguardia dell'ambiente sarà assegnato dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento.
**
ore 20 IL FILM NEL PIATTO
Tagliolini freddi al pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto
Interpretato dal ristorante Locanda delle Tre Chiavi di Isera
in abbinamento al documentario "I Discendenti del Giaguaro"
**
ore 20.30 THE ROCKET EVENTO DI CHIUSURA FILM FUORI CONCORSO
regia Kim Mordaunt
produzione Red Lamp Films
paese Australia/Laos/Thailand | anno 2013
lingua Lao | sottotitoli Italiano | durata 96'
Ahlo è un bambino vivace e pieno della forza dell'infanzia. Nella sua storia c'è però una macchia: è nato gemello, qualche secondo dopo suo fratello - che poi non sopravvisse -, segno di maledizione secondo la tradizione laotiana. Quando la sua famiglia è costretta a lasciare il villaggio perché su quel terreno c'è il progetto di costruire una diga, i segni della maledizione sembrano tornare. Ma Alho, con l'aiuto della sua piccola amica Kia e di suo zio Purple (un assurdo incrocio tra James Brown e Prince catapultati in Laos), saprà riconquistarsi la fiducia del padre e della nonna in una competizione di razzi, una sfida alla natura per far tornare a cadere la pioggia. The Rocket parla di riti di passaggio; è il racconto del viaggio di un ragazzo attraverso il dolore, il senso di colpa e il dubbio sulla propria identità, che si innesta sui temi di fondo, universali e senza tempo, della migrazione dei popoli forzata dall'industria, e delle eredità della guerra. Milioni di persone e intere popolazioni indigene sono costrette a migrare a causa di forti interessi economici. La costruzione di dighe è, da sola, causa della migrazione forzata di più di 60 milioni di persone al mondo. The Rocket ha fatto incetta di premi in molti festival come Berlinale, Sidney e Tribeca, è attualmente candidato al Premio Oscar.
organizzazione: Mandacarù Onlus