Tutto quello che volevo: storia di una sentenza

Teatro

“Com’è possibile risarcire quello che ha barattato per denaro dandole altro denaro? Se io adesso dispongo di risarcirla in questo modo non farei che ripetere la stessa modalità di relazione stabilita dall’imputato con la vittima, rafforzando in lei l’idea che tutto sia monetizzabile, anche la dignità. E come può inoltre il denaro proveniente dall’imputato, il mezzo cioè con cui lui l’ha resa una merce, rappresentare per quella stessa condotta il risarcimento del danno?”

di e con Cinzia Spanò.

Fece molto scalpore, qualche anno fa, la storia di due ragazzine di 14 e 15 anni, frequentanti uno dei licei migliori della capitale, che si prostituivano dopo la scuola in un appartamento di viale Parioli.

Il caso ebbe una fortissima eco mediatica anche per via dei clienti che frequentavano le due ragazze; tutti appartenenti alla cosiddetta “Roma-bene” , professionisti affermati e benestanti, di livello culturale medio-alto, insospettabili padri di famiglia.

La storia che raccontiamo inizia quando la strada della più piccola delle due ragazze - che noi chiameremo Laura - incrocia quella della Giudice Paola Di Nicola, chiamata a pronunciarsi su uno dei clienti della giovane.

Per chi vorrà, lo spettacolo sarà seguito da una conversazione a più voci con il pubblico.

Tra le ospiti invitate a dialogare anche l'autrice Cinzia Spanò e la giudice Paola Di Nicola Travaglini, la cui sentenza ha ispirato lo spettacolo.

Lo spettacolo fa parte di serie di eventi realizzati grazie al progetto “Il corpo delle donne: discorsi sul consenso nel terzo millennio“, cofinanziato da Fondazione Caritro e Cassa Rurale Alto Garda Rovereto.

Costi

ingresso gratuito

Osservatorio Cara Città - Casa delle donne Rovereto

via della Terra 29,

38068 Rovereto


Evento pubblicato a cura di Comune di Rovereto

organizzazione: ASSOCIAZIONE OSSERVATORIO CARA CITTA'