Ferrate, cinquant’anni di storia e una domanda sul futuro della montagna

La SAT apre il confronto a Mori: paesaggio, turismo e responsabilità al centro del convegno nazionale di sabato 17 ottobre

Incontri e convegni , Convegno

Dalla cura dei percorsi all’impatto sul paesaggio

Chi decide il futuro delle ferrate e con quali criteri?

Circa cinquanta libri di firme, conservati dalla SAT di Mori, raccolgono le impressioni e i racconti di generazioni di frequentatori della ferrata Ottorino Marangoni. Una storia iniziata con l’inaugurazione del 19 marzo 1976 e che oggi offre lo spunto per interrogarsi su come sia cambiato il rapporto con la montagna e su quale futuro dare alle vie attrezzate.

Nell’anno del cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni di Montalbano e Gerardo Sega di Avio, le Sezioni SAT di Mori e Avio, con il supporto della SAT Centrale e del Club Alpino Italiano, promuovono il convegno nazionale “Vie ferrate tra paesaggio, economia e loisir”.

L’appuntamento è sabato 17 ottobre, dalle 14.30 alle 18.30, alla sala Ex Galetera di Mori, in via San Giovanni.

“Per la nostra Sezione questi cinquant’anni sono fatti di persone, di lavoro e di un legame con il territorio che continua ancora oggi – spiega Mattia Bertolini, presidente della SAT di Mori –. Nei libri di firme troviamo le testimonianze di chi ha percorso la ferrata, ma dietro ogni salita c’è anche l’impegno di chi se ne prende cura. Abbiamo voluto partire da questa storia per chiederci che cosa rappresentino oggi le ferrate, quali responsabilità comportino e come vogliamo gestirle negli anni a venire”.

La storia di Montalbano comprende anche gli interventi realizzati nel 2012: dopo le opere sulla parete promosse dal Comune di Mori a seguito di cadute di massi, la SAT ha provveduto al completo rifacimento delle attrezzature. Un’esperienza che richiama il lavoro necessario per mantenere un percorso nel tempo e le scelte da affrontare in un ambiente soggetto a trasformazioni.

La SAT affronta questi temi partendo dalla propria esperienza di gestione e manutenzione delle vie attrezzate. Le linee di principio deliberate nel 2021 richiamano la necessità di valutare gli interventi caso per caso, considerando la riduzione del rischio, l’impatto ambientale e paesaggistico e il rispetto del carattere originale dei percorsi.

“Prendersi cura delle ferrate significa decidere come intervenire sui percorsi, ma anche promuovere la preparazione di chi li frequenta – sottolinea Cristian Ferrari, presidente SAT –. Cavi e attrezzature agevolano la progressione, ma non eliminano i pericoli: servono conoscenza dell’ambiente e capacità di valutare le proprie possibilità. A Mori metteremo questa esperienza in dialogo con chi si occupa di soccorso, accompagnamento, turismo e tutela del paesaggio, per discutere scelte che hanno conseguenze concrete sui territori”.

Il convegno approfondirà il valore delle ferrate e le questioni che accompagnano la loro frequentazione, attraverso competenze e punti di vista differenti.

Luca Gibello, presidente di Cantieri d’Alta Quota, esaminerà il rapporto tra valorizzazione e tutela del paesaggio. Le vie attrezzate offrono occasioni di scoperta, ma modificano anche il carattere selvaggio dei luoghi, rendendo percorribili pareti attraverso cavi e strutture predisposte. Il suo intervento toccherà il sovraffollamento e i fenomeni di emulazione, per allargare la riflessione a quale montagna immaginiamo per il futuro, anche alla luce dei cambiamenti climatici.

Gianni Canale, presidente del Collegio delle Guide Alpine del Trentino, analizzerà le ricadute economiche, che vanno oltre l’attività professionale delle guide e coinvolgono strutture ricettive, ristorazione, rifugi, negozi, noleggi e servizi turistici. L’accompagnamento comprende inoltre un lavoro educativo sulla pianificazione dell’uscita, sul riconoscimento dei pericoli e sul rispetto dell’ambiente. Il contributo distinguerà le esigenze dei percorsi d’alta quota da quelle degli itinerari di fondovalle. In un territorio come il Trentino, già ricco di vie attrezzate storiche, la cura del patrimonio esistente si confronta con le trasformazioni dell’ambiente. Esperienze come Montalbano permettono inoltre di osservare il rapporto tra accessibilità, avvicinamento alla montagna e ricadute per la comunità locale.

Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness, affronterà gli effetti della diffusione delle infrastrutture e della frequentazione sugli ambienti montani. La riflessione riguarderà il paesaggio, le aree di nidificazione dei rapaci e la riproduzione della fauna selvatica, insieme al significato culturale delle ferrate nella proposta turistica. Il suo intervento richiamerà anche questioni legate alla gestione nel tempo: le responsabilità della frequentazione, i criteri per interdire un percorso in presenza di pericoli e il destino delle strutture quando le attrezzature arrivano al termine della loro vita tecnica.

Tiziano Viscardi, della Commissione Centrale Escursionismo e Cicloescursionismo CAI, si concentrerà sulla preparazione dei frequentatori e sulla percezione del rischio. La presenza di cavi può indurre a sentirsi protetti e a sottovalutare difficoltà e pericoli. La ricerca di ferrate impegnative o adrenaliniche pone quindi il problema della consapevolezza con cui si sceglie un itinerario, soprattutto quando si coinvolgono persone meno esperte. Formazione, uso corretto dell’attrezzatura, pianificazione e conoscenza dei propri limiti saranno i temi del suo contributo. Viscardi affronterà anche la manutenzione in ambienti montani sempre più instabili, richiamando gli interventi di adeguamento realizzati a Montalbano.

Il programma comprenderà inoltre gli interventi di Marco Zadra, presidente della Commissione sentieri SAT, sulle vie attrezzate del sodalizio; di Marco Torboli, del Soccorso Alpino e Capostazione Vallagarina, sugli interventi di soccorso e sugli aspetti legati alle nuove normative; e di Silvio Rigatti, presidente APT Garda Dolomiti, sulla proposta turistica delle ferrate, sulle ricadute territoriali e sui possibili miglioramenti.

Alle 16.45, la tavola rotonda moderata dal giornalista Fabrizio Torchio approfondirà le questioni emerse, con la partecipazione anche del presidente SAT Cristian Ferrari, del vicepresidente generale vicario CAI Manlio Pellizzon e del presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino Walter Cainelli.

La giornata inizierà con due appuntamenti per la salita alle ferrate del cinquantenario: alle 7 a Pozza della Cola per la Gerardo Sega di Avio e alle 9 al piazzale di Montalbano per la Ottorino Marangoni. La partecipazione è libera e ciascuno affronta la salita sotto la propria responsabilità, con attrezzatura idonea e adeguata preparazione.

Costi

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, con registrazione gradita e programmata su www.sat-mori.it .