Generazione ’68. Sociologia, Trento, il mondo

Un'immersione nell'atmosfera di quel periodo attraverso le sue icone per contribuire a darne una lettura storica 

Una mostra che intende immergere il visitatore nel clima di quel periodo attraverso alcuni simboli che lo caratterizzarono, a partire dalla musica, con playlist diffuse attraverso megafoni posizionati nei giardini esterni del Dipartimento. Non manca il cinema, accompagnato da un’installazione al pianterreno che ospita slogan, simboli, suggestioni di quegli anni.

Si entra così  in Generazione ’68. Sociologia, Trento, il mondo, la mostra allestita presso il Dipartimento di sociologia e ricerca sociale di Trento, in via Verdi, organizzata dalla Fondazione museo storico del Trentino in collaborazione. Un titolo che individua con efficacia le coordinate su cui si è orientato il lavoro di ricerca dei curatori Michele Toss e Sara Zanatta: gli ideali di una generazione che, soprattutto grazie alla sua crescita culturale, aveva sviluppato degli strumenti critici che la ponevano in rotta di collisione con molti valori delle generazioni precedenti. Tutto questo trova nella neonata facoltà di sociologia, a Trento, un fertile terreno di sviluppo, inserendo la prospettiva locale in un contesto internazionale.

Di questo doppio binario racconta, appunto, il percorso espositivo, intrecciando il movimento studentesco e l’immaginario culturale, il ’68 dei giovani che si contrapponevano a regole e autorità. La mostra è rivolta a chi abbia voglia di “vedere” il '68 attraverso la lente di una generazione che si definì prima di tutto “anti-autoritaria”. È anche un invito agli studenti e alle studentesse a scoprire il fermento intellettuale e politico che cinquant'anni fa ha animato i corridoi di Sociologia.

«Una mostra che vuole contribuire a superare alcuni luoghi comuni sul ‘68 e a rileggere quel tempo in una prospettiva meno nostalgica e più critica», come ha sottolineato Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione museo storico del Trentino.

Per farlo, i curatori Michele Toss e Sara Zanatta hanno lavorato in due direzioni. Da una parte, la ricerca si è concentrata sull'idea del '68 come fenomeno esplosivo ma non improvviso: tutti gli anni '60 sono stati anni ribollenti, e queste “radici” sono una parte importante della mostra. Dall'altra, l'allargamento cronologico è stato affiancato da un ampliamento della geografia del '68: non solo Trento e non solo la contestazione studentesca. L’esposizione, aperta da oggi pomeriggio, rimarrà aperta fino al 15 dicembre.

La mostra si sviluppa sui tre piani dell’edificio, partendo dall’ampia corte interna dove predomina un’esplosione di musica e colori. Nell’interrato vengono narrate  le tappe principali della facoltà a partire dal 1962, quando è stato fondato l'Istituto superiore di scienze sociali, fino all'anno accademico 1968/1969. Si parla dell'arrivo dei primi studenti a Trento, delle materie studiate nella prima facoltà di sociologia d'Italia, delle occupazioni e dell'affermazione del movimento studentesco, dell'esperienza (forse irripetibile) dell'università critica; ma anche di qualche passo falso e delle diverse reazioni alla contestazione.

Al primo piano scopriamo come già dai primi anni Sessanta ci fosse un intero mondo in movimento, non solo nelle università e nelle scuole ma anche nella politica, nei diritti civili, nella religione, nei costumi. Attraverso un richiamo visivo ai simboli della protesta, viene offerto un affresco di alcune esperienze studentesche connesse a Trento, come Berkeley e Torino, e dei principali avvenimenti internazionali, dai movimenti per i diritti civili all'opposizione alla guerra del Vietnam, dalla primavera di Praga alla rivoluzione culturale cinese.

Il percorso dell’allestimento fa da cornice a un calendario di iniziative che accompagneranno i sei mesi di apertura: seminari, visite guidate, presentazione di libri e molti altri eventi, i primi dei quali si terranno tra la fine di maggio e i primi di giugno 2018. La Fondazione ha inoltre avviato una collaborazione con i rappresentanti degli studenti e delle studentesse del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale per un'attività formativa finalizzata alla realizzazione di visite guidate. A partire da settembre è previsto un ciclo di incontri per la formazione di operatori e operatrici in grado di condurre le visite in autonomia e l'organizzazione di un cineforum, curato e organizzato dall'Unione degli universitari di Trento.


15/05/2018