Palazzo Alberti Colico: contesto storico

A una prima osservazione, la facciata è di gusto nettamente rinascimentale, ma Valentina, Miriana e Alessia ci raccontano di più

[ Mattinata FAI 3 uC Rosmini ]

Il Trentino, già dal 962, entrò a far parte del Sacro Romano Impero Germanico, a quel tempo governato da Ottone I di Sassonia - spiegano Valentina, Miriana e Alessia.

L’Impero comprendeva una zona molto vasta di territori dell’Europa centrale ed occidentale, tra questi l’Italia centro-settentrionale, con le “marche tridentina e veronese”, costituitosi con Carlo Magno nell’800 si protrasse per circa mille anni.

Nel 1027, l’Imperatore Corrado II, per ricompensare i servigi resi dal Vescovo Udalrico II, gli conferì la pienezza dei poteri temporali, dando origine al Principato Vescovile di Trento, che si concluse nel 1803; per circa ottocento anni si caratterizzò come entità semi-autonoma, all’interno del Sacro Romano Impero di Germania.

Il Principe Vescovo esercitava allo stesso tempo il potere temporale e quello spirituale; nei secoli si succedettero ben cinquanta Vescovi, con alterni periodi di benessere e di guerre, lotte tra fazioni o rivolte, visto che i territori subirono più attacchi nemici (un esempio per tutti il tentativo di espansione veneziana verso Trento, bloccato con la battaglia di Calliano, il 10 agosto 1487).

Con il Cinquecento iniziò per Trento un’Era considerata nuova, dal 1514 al 1539 il Principato fu retto da Bernardo da Cles, riconosciuto con Federico Vanga, il più grande tra i Vescovi trentini.

Il Clesio, uomo dalla notevole personalità, finissimo diplomatico, amico dei potenti dell’Europa del tempo, amante delle belle arti, fu l’innovatore del Principato e della Città; curò una generale ristrutturazione del Centro in particolare, in vista del Concilio di Trento che si tenne dal 1545 al 1563; in questa occasione il clero cattolico si riunì per trovare una mediazione tra la Riforma protestante che si stava diffondendo nell’Impero e la Dottrina cattolica.

Le ristrutturazioni riguardarono anche numerosi castelli trentini e lo stesso Castello del Buonconsiglio, al quale venne aggiunto il Magno Palazzo, sede definitiva del Principe Vescovo. Ad affrescare la nuova residenza, vennero chiamati artisti come Romanino, Marcello Fogolino, Dosso Dossi.

Bernardo Clesio, con autorevolezza, diede disposizione ai proprietari di palazzi del Centro (nobili o notabili), di provvedere al loro abbellimento architettonico e pittorico con decorazioni ed affreschi; proprio a lui, si deve quindi la considerevole presenza di “facciate affrescate” di grande pregio e bellezza.

(Classe 3^ uC del Liceo Antonio Rosmini di Trento nell'ambito del progetto "Apprendisti Ciceroni")

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06/02/2019